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Il Fila… fin da piccolo questa parola ho imparato a conoscerla e quando ho avuto l’opportunità di vederlo dal vivo con i miei occhi....! I ricordi spesso affievoliscono fino a sparire nei meandri della mente, ma per il Fila il discorso è diverso perchè la sua memoria non si esaurisce mai. Quando si tagliava da scuola il fila era una delle tappe mattutine per poi finire per par-condicio al Combi a vedere i gobbi. Il cancello del Tempio degli Invincibili era sempre aperto. Dopo aver varcato l’entrata si girava subito a destra, si passava sotto un arco e si spuntava sulle gradinate sempre piene di signori già attempati. All’età di 17 anni, almeno per me, non ero del tutto consapevole della fortuna di respirare la storia del mitico campo Filadelfia. A distanza di anni un po' mi spiace di non aver goduto di più gli spalti, l’erba del Fila, i giocatori sempre disponibili che potevi avvicinare senza cordoni di sicurezza, il fascino degli spogliatoi che una volta, spinto da un coraggio da leone, riuscii a vedere entrando di nascosto. La mia esperienza con il Fila inizia l’anno 1989, seconda volta nella storia che si giocava il campionato di B. All’epoca ricordo, con il tecnico Fascetti, gente come Ezio Rossi, Skoro, Muller, un giovane Benedetti, Cravero, Lentini, Policano, Sordo, Venturin, Marchegiani, Mussi e tanti altri che avrebbero da li a poco fatto la storia del mio Toro.

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